
Cosa succede quando dici a un personaggio del sogno che non è reale?
IN QUESTA NUOVA AVVENTURA ONIRICA
- Una esperienza personale
- Quando i personaggi del sogno non ti credono
- Il paradosso dello specchio
- Il personaggio filosofo
- Non tutti reagiscono con calma
- Quelli che sembrano sapere già tutto
- Cosa dice la scienza?
- Un esperimento da provare
In tutti gli anni in cui ho fatto sogni lucidi, mi sono divertita a sperimentare ogni genere di assurdità. Ho volato, esplorato luoghi impossibili e, una volta, ho persino infilato la testa dentro un muro, solo per scoprire che sensazione si prova ad attraversarlo.
Con i personaggi del sogno, però, non avevo mai provato l’esperimento più semplice di tutti.
Che fossero amici, parenti o perfetti sconosciuti, non ho mai sentito il bisogno di fermarmi e chiedere: «Lo sai che questo è un sogno?» oppure «Lo sai che non sei reale?»
È curioso, perché si tratta di una domanda di una semplicità disarmante e, allo stesso tempo, potenzialmente rivelatrice. Probabilmente, quando diventavo lucida, avevo semplicemente altre priorità. Esplorare, sperimentare o fare tutto ciò che nella vita reale sarebbe impossibile.
A dire il vero c’è stata un’unica eccezione.
Non l’ho detto a parole, ma l’ho affermato con assoluta convinzione all’ombra che mi stava accoltellando. Ero perfettamente consapevole di stare sognando e, tra una fragorosa risata di soddisfazione e molta arroganza, ho gridato: «Non puoi uccidermi. Siamo dentro un sogno!».
L’ombra, però, non batté ciglio. Continuò tranquillamente ad accoltellarmi fino al mio risveglio. Io, nel frattempo, mi sentivo praticamente un dio.
Quello è stato l’unico momento, in tanti anni di sogni lucidi, in cui abbia mai “rivelato” a un personaggio del sogno la vera natura della realtà in cui si trovava.
Poi, leggendo le esperienze di altri onironauti nei blog, nei forum e nelle comunità dedicate ai sogni lucidi, ho scoperto un dettaglio davvero sorprendente. A domande apparentemente innocue come queste, alle quali ci si aspetterebbe risposte ovvie, banali o magari una semplice indifferenza, i personaggi del sogno raramente reagiscono nel modo che immaginiamo.
Anzi, molto spesso rispondono con frasi inquietanti, profondissime, assurde, divertenti o completamente prive di senso, lasciando l’onironauta senza parole.
Per scrivere questo articolo ho raccolto e analizzato una cinquantina di testimonianze pubbliche provenienti da forum, blog e comunità online dedicate ai sogni lucidi. Non si tratta di uno studio scientifico e non ha alcuna pretesa statistica. È una prima esplorazione realizzata nell’ambito del progetto IoSogno, con l’obiettivo di osservare un fenomeno curioso raccontato da molti sognatori lucidi.
Volevo semplicemente capire che cosa accade quando un onironauta decide di fare una rivelazione decisamente insolita a un personaggio del sogno. Dirgli che si trova dentro un sogno.
L’idea, in fondo, è semplicissima e apparentemente innocua. Del resto, quale risposta potremmo aspettarci da un personaggio creato dalla nostra stessa mente?
Eppure, se c’è una cosa che i sogni lucidi mi hanno insegnato negli anni, è che la mente umana riesce quasi sempre a sorprenderci. E le testimonianze raccolte sembrano confermarlo.
Quando i personaggi del sogno non ti credono
Se qualcuno venisse da te e ti dicesse che il mondo in cui vivi non è reale, come reagiresti?
Probabilmente penseresti che si è sbagliato. O che sia impazzito. Ed è proprio ciò che accade nella maggior parte dei sogni lucidi.
Prima di leggere le testimonianze raccolte per questo articolo, immaginavo una scena completamente diversa. Pensavo che i personaggi del sogno rimanessero senza parole, svanissero nel nulla oppure ammettessero tranquillamente la verità. Dopotutto sono figure create dalla mente del sognatore. Chi meglio di loro dovrebbe sapere di trovarsi in un sogno?
E invece, sorprendentemente, accade quasi sempre il contrario.
La reazione più frequente non è lo stupore, ma il rifiuto. Molti personaggi sembrano assolutamente convinti della propria esistenza e contestano l’affermazione con una sicurezza disarmante. Alcuni guardano il sognatore come se avesse appena detto la cosa più assurda del mondo. Altri lo correggono senza la minima esitazione. Altri ancora sembrano perfino infastiditi, come se stessero ascoltando una teoria bizzarra e priva di qualsiasi fondamento.
Le conversazioni finiscono così per assumere un tono quasi surreale. Il sognatore insiste che si tratta di un sogno, mentre il personaggio continua a negarlo con assoluta convinzione. Più il primo cerca di spiegare ciò che sa essere vero, più il secondo ribatte che si sta sbagliando.
A quel punto i ruoli sembrano capovolgersi. Il sognatore, che sa perfettamente di essere addormentato nel proprio letto, si ritrova a discutere con un personaggio nato dalla sua stessa mente, il quale difende la realtà del mondo che lo circonda con una sicurezza quasi disarmante.
È una situazione curiosa e, a tratti, persino comica. Chi conosce la verità finisce per doverla dimostrare, mentre chi esiste soltanto all’interno del sogno la mette in discussione con una convinzione tale da far vacillare, almeno per un istante, perfino il sognatore.
Il paradosso dello specchio
Tra tutte le testimonianze che ho raccolto, ce n’è una categoria che continua a sorprendermi più di ogni altra. Ci sono personaggi che non si limitano a negare di trovarsi in un sogno. Non si arrabbiano, non cambiano discorso e non cercano di allontanarsi.
Fanno qualcosa di molto più interessante. Ti restituiscono la domanda. Con una calma quasi disarmante chiedono: «E tu come fai a sapere di essere reale?».
È una risposta che compare molto più spesso di quanto immaginassi. Le parole cambiano da una testimonianza all’altra, ma il significato rimane sorprendentemente lo stesso.
Ed è proprio in quell’istante che succede qualcosa di curioso. Fino a un attimo prima era l’onironauta a mettere in dubbio l’esistenza del personaggio. Un attimo dopo i ruoli si ribaltano e diventa il personaggio a mettere in discussione quella del sognatore.
È come guardarsi allo specchio. Chi pensava di avere tutte le risposte si ritrova improvvisamente dall’altra parte della conversazione.
A quel punto il sogno passa quasi in secondo piano. La domanda non riguarda più soltanto quel mondo immaginario, ma qualcosa di molto più universale. Come facciamo a sapere di essere davvero svegli? Che cosa distingue la realtà da un’esperienza vissuta soltanto nella nostra mente? E, soprattutto, possiamo esserne davvero certi?
Forse è proprio questo l’aspetto più affascinante dei sogni lucidi. Con una semplice domanda rivolta a un personaggio immaginario, la nostra mente finisce per interrogare sé stessa.
Il personaggio filosofo
C’è un’altra categoria di testimonianze che trovo particolarmente affascinante.
Sono quelle in cui il personaggio del sogno, dopo aver scoperto di trovarsi in un sogno, non si arrabbia, non nega l’evidenza e non cerca di cambiare argomento. Fa qualcosa di molto più inaspettato.
Inizia a filosofare. «Che cosa succederà quando ti sveglierai?» «Tornerai qui?» «Io continuerò a esistere quando non starai più sognando?»
«Chi è che sta sognando davvero?»
A volte le domande sono persino più profonde e spiazzanti di quelle che l’onironauta aveva intenzione di porre. Naturalmente sappiamo che quelle parole non provengono da una coscienza indipendente. Fanno parte del sogno tanto quanto il paesaggio, gli edifici o gli altri personaggi. Eppure, nel momento in cui accade, l’esperienza può essere sorprendentemente intensa.
Molti onironauti raccontano di avere la sensazione di dialogare con qualcuno che sembra possedere una propria logica, una propria personalità e, talvolta, perfino una propria saggezza.
Che si tratti di un’illusione costruita dalla mente o di un dialogo con una parte nascosta di noi stessi è una domanda alla quale, almeno per ora, non sappiamo rispondere. Ciò che colpisce è altro. La conversazione smette di sembrare un semplice scambio con un personaggio immaginario e assume una profondità del tutto inaspettata.
Forse è anche per questo che molti onironauti ricordano questi incontri per anni. Più del primo volo. Più della soddisfazione di riuscire a controllare il sogno. E, a volte, perfino più del momento in cui si sono resi conto di stare sognando.
Perché volare è straordinario. Ma ritrovarsi faccia a faccia con un personaggio che inizia a interrogarti sul significato della sua esistenza, e della tua, lascia un’impressione completamente diversa.
Non tutti reagiscono con calma
Non bisogna però immaginare tutti i personaggi del sogno come filosofi contemplativi. Alcuni, semplicemente, se la prendono. E, a pensarci bene, forse non è poi così strano.
Immagina di essere seduto tranquillamente al tavolino di un bar. Arriva uno sconosciuto, ti guarda negli occhi e ti dice con assoluta convinzione: «Sai che in realtà non esisti?».
Probabilmente penseresti che abbia perso il senno o, quanto meno, non la prenderesti bene. Molti personaggi del sogno sembrano reagire proprio così.
Si infastidiscono, diventano sospettosi oppure assumono un atteggiamento apertamente ostile. In alcune testimonianze interrompono bruscamente la conversazione. In altre si allontanano senza aggiungere una parola, come se non volessero più avere a che fare con il sognatore.
Naturalmente non sappiamo perché accada. Potrebbe dipendere dalle aspettative inconsce dell’onironauta, dalle emozioni presenti nel sogno o, più semplicemente, dal modo in cui il cervello costruisce quella particolare scena.
Ciò che trovo interessante è che questo tipo di reazione ricorre in testimonianze di persone che non si conoscono, provengono da Paesi diversi e raccontano esperienze vissute in momenti completamente differenti.
È solo un insieme di racconti, non una prova scientifica. Eppure è difficile non notare quanto certi schemi tendano a ripetersi.
Quelli che sembrano sapere già tutto
All’estremo opposto ci sono i personaggi che trovo ancora più sorprendenti. Sono quelli che non si stupiscono affatto. Quando l’onironauta rivela che tutto ciò che li circonda è un sogno, non negano, non si offendono e non iniziano a farsi domande. Rispondono semplicemente: «Sì, lo so.»
Oppure: «Certo.» Qualcuno si limita perfino a dire: «E allora?» E la conversazione finisce lì. Nessuna crisi esistenziale, nessun dramma e nessuna rivelazione sconvolgente.
È quasi come se quella notizia non avesse alcuna importanza. O, addirittura, come se il personaggio la conoscesse da sempre e stesse solo aspettando che il sognatore se ne accorgesse.
Molti onironauti raccontano che queste sono le risposte che li hanno inquietati di più. Non perché siano aggressive o misteriose, ma per la loro assoluta naturalezza.
In fondo, ci aspetteremmo stupore, incredulità o almeno qualche domanda. Invece, dall’altra parte, c’è qualcuno che si limita ad annuire, come se la scoperta più straordinaria del sogno fosse, per lui, la cosa più ovvia del mondo.
Cosa dice la scienza?
Dal punto di vista scientifico non esistono prove che i personaggi dei sogni possiedano una coscienza indipendente.
L’interpretazione oggi più condivisa è che si tratti di costruzioni generate dal cervello durante il sonno, frutto dell’elaborazione di ricordi, emozioni, aspettative e di numerosi processi cognitivi che, nella vita di tutti i giorni, rimangono al di sotto della soglia della nostra consapevolezza.
Naturalmente questa spiegazione non rende il fenomeno meno affascinante. Semmai accade il contrario. Il vero mistero, forse, non è capire perché esistano i personaggi dei sogni. È capire perché riescano così spesso a sorprenderci.
Perché una mente che, in fondo, sta dialogando con sé stessa è capace di produrre risposte che il sognatore non si aspetta?
Perché alcune conversazioni danno l’impressione di provenire da una prospettiva diversa dalla nostra, pur essendo generate dallo stesso cervello?
La scienza continua a studiare questi fenomeni e oggi non ha risposte definitive.
Nel frattempo, una cosa è certa. Chiunque abbia avuto un sogno lucido particolarmente vivido sa quanto possa essere sorprendente ritrovarsi a discutere con un personaggio che, almeno per qualche istante, sembra avere qualcosa da dire che noi non avevamo previsto.
Un esperimento da provare
La prossima volta che ti renderai conto di stare sognando, prova a resistere alla tentazione di volare, attraversare un muro o trasformare il paesaggio con un semplice pensiero. Fai una cosa molto più semplice: avvicinati a un personaggio del sogno; Può essere uno sconosciuto, un amico o qualcuno che non hai mai visto prima. Guardalo negli occhi e chiedigli: «Sai che questo è un sogno?»
Poi ascolta la risposta che potrebbe essere banale, potrebbe farti sorridere, non avere alcun senso oppure potrebbe sorprenderti più di qualsiasi altra esperienza vissuta nel sogno.
Perché, come ho scoperto raccogliendo decine di testimonianze, a volte basta una domanda semplicissima per trasformare un normale sogno lucido in qualcosa che non si dimentica facilmente.
E se, invece di rispondere, il personaggio ti guardasse negli occhi e ti chiedesse con assoluta naturalezza: «E tu come fai a sapere di essere reale?» A quel punto, forse, il sogno non sarà più l’unica cosa che inizierai a mettere in discussione 🙂
Racconta la tua esperienza, se ti va , nell’area commenti.





Lascia un commento